Friday, May 12, 2006

work in progress











ELEONORA ACCORSI

Thursday, May 04, 2006

Alessio Bellagamba


Cosimo Delli Carri - Happyness?Fake!

Luoghi
Unici
Nonluogi
Altrove

Performance
Anonima
Rigorosamente
Kitch




Come il ritratto di Dorian Gray, non cambia mai credendo di rimanere affascinante ma cambia il suo modo di compenetrarsi con la realtà.
La realtà dalle mille sfaccettature e dalle mille chiavi di lettura la realtà che in verità non esiste, la vita biologica che si combina alla tecnologia (file life) e crea di conseguenza una realtà che non è reale, che non è l’unica ma che noi crediamo esserlo.
Il luna park non è altro che un’espressione della falsità che ci circonda…

e loro.. come archiviano?

pensando a FILE LIFE mi è sobbalzata alla testa una domanda..
e loro.. come archiviano? un cane, una bimba, continuano ad avere nuove esperienze, fare nuove scoperte senza mai scordarsi quelle precedenti tenendo tutto in archivio.










ELEONORA ACCORSI

LIFE? FILE?

“È ormai noto che la materia - cosa tra le più solide e conosciute, che teniamo fra le mani e che costituisce il nostro corpo- è soprattutto spazio vuoto. Spazio vuoto e punti di luce. Cosa ci dice questo della realtà del mondo?”
(Winterson)

Saturday, April 22, 2006

Silvia Noferi 2 - The World is a Vampire

mostro quello che gli altri non vedono.La forza interiore del mio corpo (F. Woodman)

Eccomi

ho 27 anni. sono quello che amo: la fotografia di Nan Goldin, quella di francesca Woodman, i miei autoritratti, la mia infanzia. i miei folli amici, i miei folli amori, la femminilità, l'arte , l'idea romantica, la mia vena ottocentesca, la letteratura, soprattutto quella femminile: simone de beavour , sibilla aleramo ,virginia woolf, simone weil, jeannette winterson, il lirismo disabella santacroce, il suono dei carillon, la figura del vampiro, la musica degli smashing pumpkins, quella di pj harvey, tori amos, mia martini, carmen consoli, cristina donà, marlene kuntz, after hours, de andrè, battiato. la poesia, quella di amelia rosselli , alda merini, emily dickinson....la poesia della vita..vorrei vivere la mia vita come un'opera d'arte.vorrei che vivesse di poesia. Adoro il dolore quando caschi e ti sbucci le mani e le ginocchia..come da piccoli, i ricordi che mi evoca. vorrei diventare assolutamente donna e restare x sempre bambina.


Eleonora Accorsi -




Simone Brunetti

Giuseppe De Grazia



L'archivio è vita

La memoria è profonda sotto gli oceani il sale la conserva
La storia è nel nucleo si scende in basso si scende e si conosce
Le navi e le loro esperienze il sacrificio dell'acqua
La terra e tutti gli uomini le guerre e i terremoti
Come un sudario ricopre le storie degli uomini sepolti
La morte che si fa spessore archivi e cimiteri libri e librerie
Polvere sopra la polvere
la morte che si ribella
si gonfia e viene fuori
muta parla e vive
la morte si fa bella.

(un pensiero fugace sull'anagramma life-file. l'archivio che rappresenta la conservazione e la sepoltura della storia ha un rapporto molto stretto con
la vita. si vive solo se si conserva.)

Giuseppe De Grazia

Veronica Siciliati

Silvia Noferi


Ricordare. Vorrei ricordare tutto. Avere una memoria archivio in cui niente possa essere perduto è sempre stato x me un’utopia affascinante. Vivere- rivivere. Muoversi, cambiare. Ognuno è il prodotto di un vissuto che da qualche parte lascia traccia in noi.
Vorrei archiviare file della mia memoria. Ricostruirli, modificarli. Al passo, con me.

Antonella Piga

Al suo passaggio la mente umana cataloga, “ripone in file”, costruisce il suo passato, plasma la sua identità……..vive.
Amo raccontare storie, luoghi, persone per immagini dislocate, la memoria non è cronologica, porta con se i vari tasselli.







Paolo Cagnacci

Un binomio che mi rende inquieto, pensare ad un file come ad un archivio, pensare alla mia vita, a quella di milioni di persone, racchiuse in uno spazio virtuale, asettico, inalterabile, binario, come il codice di cui è composto questo infinito non luogo.
La mia difficoltà nell’accettarlo non è di tipo pratico, ma filosofico e sensoriale ; è la smaterializzazione degli oggetti che non accetto, nel guardare un immagine attraverso uno schermo io ne perdo la sensazione tattile, non ne percepisco il chimico corpo, ne smarrisco il retro bianco volto. Perdo il profumo della carta di ogni libro che ho letto, le macchie nere di grafite sulle dita di ogni frase che ho sottolineato, l’invecchiamento di un giallo autunno, delle fibre di cui quell’archivio reale è composto. D’altra parte io ancora mi emoziono dinanzi ad una miniatura del duecento, dove occhi instancabili e mani sapienti tramandavano la memoria dell’uomo, spesso alterandone volontariamente o meno qualche piccolo stralcio, rendendo quegli scritti simili a ciò che è l’archivio più antico del mondo, il nostro cervello, fucina dove tutto si tramanda e si trasforma, nel tempo.
Rimango fedele al pensiero che sosteneva ogni vecchio, essere un libro, vera biblioteca di questo metamorfico mondo.