FILE : LIFE
Sentiamo l'esterno a noi come un tutto avvolgente dove spazi, figure umane e oggetti sono ugualmente considerati.Si tratta anche di introdurre un punto di vista mobile che non si limita al momento della ripresa, ma prosegue nell'elaborazione del materiale prodotto per restituire una visione del mondo in divenire, non immutabile, dove luoghi, oggetti e persone entrano in continua relazione fra loro.
Friday, May 12, 2006
Thursday, May 04, 2006
Cosimo Delli Carri - Happyness?Fake!
Luoghi
Unici
Nonluogi
Altrove
Performance
Anonima
Rigorosamente
Kitch


Come il ritratto di Dorian Gray, non cambia mai credendo di rimanere affascinante ma cambia il suo modo di compenetrarsi con la realtà.
La realtà dalle mille sfaccettature e dalle mille chiavi di lettura la realtà che in verità non esiste, la vita biologica che si combina alla tecnologia (file life) e crea di conseguenza una realtà che non è reale, che non è l’unica ma che noi crediamo esserlo.
Il luna park non è altro che un’espressione della falsità che ci circonda…
Saturday, April 22, 2006
Silvia Noferi 2 - The World is a Vampire
mostro quello che gli altri non vedono.La forza interiore del mio corpo (F. Woodman)
Eccomi
ho 27 anni. sono quello che amo: la fotografia di Nan Goldin, quella di francesca Woodman, i miei autoritratti, la mia infanzia. i miei folli amici, i miei folli amori, la femminilità, l'arte , l'idea romantica, la mia vena ottocentesca, la letteratura, soprattutto quella femminile: simone de beavour , sibilla aleramo ,virginia woolf, simone weil, jeannette winterson, il lirismo disabella santacroce, il suono dei carillon, la figura del vampiro, la musica degli smashing pumpkins, quella di pj harvey, tori amos, mia martini, carmen consoli, cristina donà, marlene kuntz, after hours, de andrè, battiato. la poesia, quella di amelia rosselli , alda merini, emily dickinson....la poesia della vita..vorrei vivere la mia vita come un'opera d'arte.vorrei che vivesse di poesia. Adoro il dolore quando caschi e ti sbucci le mani e le ginocchia..come da piccoli, i ricordi che mi evoca. vorrei diventare assolutamente donna e restare x sempre bambina.
Giuseppe De Grazia

L'archivio è vita
La memoria è profonda sotto gli oceani il sale la conserva
La storia è nel nucleo si scende in basso si scende e si conosce
Le navi e le loro esperienze il sacrificio dell'acqua
La terra e tutti gli uomini le guerre e i terremoti
Come un sudario ricopre le storie degli uomini sepolti
La morte che si fa spessore archivi e cimiteri libri e librerie
Polvere sopra la polvere
la morte che si ribella
si gonfia e viene fuori
muta parla e vive
la morte si fa bella.
(un pensiero fugace sull'anagramma life-file. l'archivio che rappresenta la conservazione e la sepoltura della storia ha un rapporto molto stretto con
la vita. si vive solo se si conserva.)
Giuseppe De Grazia
Silvia Noferi

Ricordare. Vorrei ricordare tutto. Avere una memoria archivio in cui niente possa essere perduto è sempre stato x me un’utopia affascinante. Vivere- rivivere. Muoversi, cambiare. Ognuno è il prodotto di un vissuto che da qualche parte lascia traccia in noi.
Vorrei archiviare file della mia memoria. Ricostruirli, modificarli. Al passo, con me.
Paolo Cagnacci
Un binomio che mi rende inquieto, pensare ad un file come ad un archivio, pensare alla mia vita, a quella di milioni di persone, racchiuse in uno spazio virtuale, asettico, inalterabile, binario, come il codice di cui è composto questo infinito non luogo.
La mia difficoltà nell’accettarlo non è di tipo pratico, ma filosofico e sensoriale ; è la smaterializzazione degli oggetti che non accetto, nel guardare un immagine attraverso uno schermo io ne perdo la sensazione tattile, non ne percepisco il chimico corpo, ne smarrisco il retro bianco volto. Perdo il profumo della carta di ogni libro che ho letto, le macchie nere di grafite sulle dita di ogni frase che ho sottolineato, l’invecchiamento di un giallo autunno, delle fibre di cui quell’archivio reale è composto. D’altra parte io ancora mi emoziono dinanzi ad una miniatura del duecento, dove occhi instancabili e mani sapienti tramandavano la memoria dell’uomo, spesso alterandone volontariamente o meno qualche piccolo stralcio, rendendo quegli scritti simili a ciò che è l’archivio più antico del mondo, il nostro cervello, fucina dove tutto si tramanda e si trasforma, nel tempo.
Rimango fedele al pensiero che sosteneva ogni vecchio, essere un libro, vera biblioteca di questo metamorfico mondo.



















